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CASTELVITTORIO Castelvittorio è raggiungibile con una deviazione poco oltre Pigna e proseguendo per due chilometri. Posto a 430 m s.l.m., sul "bricco" di un colle interamente ricoperto di ulivi, il borgo di origini medievali in altri tempi possedeva un castello-fortezza, mura e torri di difesa. Castelvittorio cambiò nome per ben tre volte, per raggiungere la denominazione definitiva: nel 1227 era chiamato Casteldò (Castrum Dodi), melodioso riferimento all'antico feudatario che lo possedeva; dopo che nel 1279 Oberto Spinola e Oberto Doria affrancarono gli abitanti dalla giurisdizione del podestà di Triora, il paese prese il nome di Castelfranco. La nuova denominazione durò fino al 1862; divenuto parte del Regno d'Italia, il paese venne infatti ribattezzato una volta per tutte Castelvittorio, in onore del re Vittorio Emanuele II. Posizionato in un sito imprendibile, uno sperone di roccia sulla via di accesso all'alta val Nervia, presenta una conformazione a cuneo, come sospeso in mezzo ai boschi. Nel borgo sono ancora riconoscibili elementi delle originarie strutture militari e fabbriche medievali dai caratteristici portali in ardesia. Lo "astregu" (il centro murato) si incentra sulla piccola piazza, la casa pubblica e la chiesa; le residenze private più antiche si collegano alla piazza attraverso passaggi coperti, stradine e vicoli a forte pendenza. Del suo rapporto di rivalità con Pigna rende testimonianza la leggenda del trafugamento, da parte dei Pignaschi, della campana di Castelvittorio, ripagato dagli abitanti di Castelvittorio con il furto delle lastre di pavimentazione della piazza di Pigna. Castelvittorio resta ancor oggi un paese profondamente legato alla coltura dell'olivo: inalterati nei secoli sono rimasti gli antichi metodi di produzione e raccolta. Tra i piatti tipici preparati nei ristoranti del luogo ritroviamo la gustosa capra con fagioli, gli sfrigolanti "barbagiuai", e gli ottimi ravioli e pansotti ripieni. Il quadro si completa poi con il "gran pistau" (una miscela di grano e porri saltata in padella e servita con pecorino e pepe) e la "pasta sciancà (pasta e verdure bollite condite con olio extravergine, formaggio e pesto). L'attività ricettiva della zona offre la possibilità di soggiornare, godendo di panorami spettacolari. È possibile acquistare prodotti genuini, quali formaggi di capra e di mucca. |
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