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DOLCEACQUA

Superato Camporosso la strada costeggiante il fiume Nervia porta velocemente, attraverso un panorama di vigneti ed uliveti, al borgo di Dolceacqua. La sua storia antichissima è già leggibile nella pieve di San Giorgio (X-XI secolo), posta qualche curva prima del paese. Borgo da cartolina, Claude Monet (famoso impressionista francese) ne fece soggetto per le sue tele. L'abitato è diviso in due parti dal fiume Nervia, un tempo collegate solo dal bel ponte Vecchio, dalla caratteristica forma a schiena d'asino. Il nucleo a ridosso del castello dei Doria è denominato la "Terra", l'altro il "Borgo", perché situato al di fuori delle mura. La parte più antica del paese, sulla riva sinistra del fiume, è dominata dalla presenza del castello, fiero sulla rocca come cattedrale, importante esempio di architettura militare. Ad esso si arriva attraverso un dedalo tortuoso di stradine, passaggi coperti, archi, case antiche interrotte qua e là da qualche palazzotto nobiliare (un esempio significativo è il palazzo della Caminata, con i suoi portali decorati dallo stemma della famiglia Doria, antichi feudatari del luogo).

Tutto il borgo, composto da strette case unite da archivolti e decorate da splendidi rampicanti, è infatti immerso in un'atmosfera particolare, densa di profumi di cibi caratteristici e odore di cantine: sono numerose le attività di vendita dei prodotti tipici della zona, caratteristiche botteghe che offrono soprattutto vino Rossese e olio extravergine di olive taggiasche. Tuttavia anche in molte località immediatamente prossime al borgo fioriscono numerose le aziende che si dedicano alla lavorazione delle olive ed alla vinificazione. Spesso la scelta si allarga ai vini Vermentino e Pigato, mentre tra i prodotti derivanti dalle olive, non mancano gustosi patè (di olive e pomodori), invitanti verdure sott'olio (pomodori secchi e funghi), oltre alle semplici ma buonissime olive in salamoia. La cucina tipica di Dolceacqua è costituita da cibi genuini, possibilmente fatti in casa, ma non per questo meno raffinati e delicati. Per esempio la salsa di olive, che si abbina con carne, pesce e uova; i pomodori secchi, tagliati a strisce, salati e insaporiti con erbe aromatiche locali; l'immancabile pesto, condimento ideale per la pasta e i minestroni. E ancora, i celeberrimi ravioli (con ripieno a base di erbe di stagione), il coniglio alla ligure, il "brandacujun" (stoccafisso preparato con aglio, prezzemolo, sale, pepe e uova), le "michette" (tipico dolce dalla forma allungata, composto da farina, olio, uova, zucchero e lievito di birra) e le "crocette" (un altro dolce della semplice cucina locale). Questi ed altri prodotti si possono acquistare nei caratteristici negozi o gustare nei ristoranti della zona, tutti ugualmente validi.
Un'altra importante attività di Dolceacqua riguarda il settore dell'artigianato. Alcune botteghe site nel centro del borgo si dedicano oggi come allora ad antiche tecniche artistiche: dalla produzione di bellissimi oggetti in legno di ulivo, alla creazione di maioliche artistiche, alla lavorazione del vetro a piombo. Per chi desideri godere più a lungo dello splendido paesaggio e conoscere meglio i dintorni di Dolceacqua sono molte le possibilità di soggiorno, che vanno dall'albergo con piscina all'agriturismo sito in posizione panoramica, immerso nella macchia mediterranea: escursioni a piedi o in mountain bike, maneggio o passeggiate a cavallo sono attività utili per un incontro più intimo con la rigogliosa natura circostante.

 

Curiosità

Il Castello di Dolceacqua
Il Rossese di Dolceacqua
La Processione delle Ostie
 
Cucina
Il Coniglio alla Ligure
 
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