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ISOLABONA
Rientrando sulla strada provinciale per risalire la
valle, ad una manciata di minuti da Dolceacqua, si incontra Isolabona. L'elemento
architettonico più interessante della località è la
curiosa fontana ottagonale (1486) del centro storico. Già borgo dei
Doria, costruito in posizione strategica, è difeso da un castello
con un torrione a pianta quadrata, oggi restituito al suo antico splendore,
nel quale si svolgono le più importanti manifestazioni estive, d'arte
e di cultura. Tre sono le chiese di Isolabona: la parrocchiale di Santa
Maria Maddalena, edificio ad una navata seicentesco, rifacimento di uno
precedente di origine tardo medievale; sulla strada provinciale si trova
il santuario della Madonna delle Grazie, edificio tardo medievale dal bel
prospetto classicheggiante. A pochi metri di distanza dal santuario sorge
poi la chiesa di San Giovanni Battista, probabilmente la primitiva parrocchiale
del paese: di aspetto tardo medievale, l'edificio è stato sottoposto
a successivi rimaneggiamenti.
All'interno del borgo è possibile l'acquisto di prodotti tipici:
si tratta di conserve sott'olio (funghi porcini, pomodori, olive) oltre
che di patè di vari tipi (di olive, di pomodori e carciofi). A questi
gustosi alimenti se ne affiancano altri: dal miele purissimo a tutta una
vasta gamma di ottime marmellate (prugne, pesche, kiwi, amarene e mele).
I piatti tradizionali del luogo sono proposti nei ristoranti con fedeltà
assoluta alle ricette originali: cominciamo dal "cundigliùn",
l'insalata nizzarda, con pomodori, olive salate, aglio, basilico, e chi
più ne ha più ne metta secondo la disponibilità e la
fantasia - il tutto condito con olio extravergine di oliva. Continuiamo
con cipolle e fiori di zucca ripieni al forno e ravioli alle erbe (borragine,
farinello, coste). Poi i "bargagiuai", i ravioloni sempre di erbe
ma fritti in padella. Andiamo avanti con la torta verde (il "fugasun")
con ingredienti e condimenti magri. A Isolabona si sono poi elaborate numerosissime
ricette per cucinare in modo eccellente lo stoccafisso: ricordiamo quello
alla frantoiana, la coda ripiena, il "brandacujun" oltre al più
semplice stoccafisso in umido. La pizza tradizionale è quella alta
(la "pisciarà"). Tra i dolci le rinomate "cubaite",
consistenti in miele, nocciole, un pizzico di limone grattugiato all'interno
di una cialda; per finire, la "fugasa", quella "pastà"
e quella "sbatüa". A seconda delle diverse esigenze si potrà
scegliere un pernottamento più tradizionale, localizzato all'interno
del borgo o un soggiorno immerso nella incontaminata natura che lo circonda.
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