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PIGNA Per raggiungere Pigna occorre tornare ad Isolabona e proseguire per una decina di chilometri lungo la strada della val Nervia. A Pigna tempo e vita si muovono al ritmo delle stagioni, mentre le regole e le norme sono imposte dal clima. L'incantesimo dei luoghi sa di biblico. Il mare è a due passi, pur tuttavia siamo già in montagna: lo testimoniano il volo maestoso degli uccelli, l'impervietà delle alture, gli stupendi panorami, gli odori e i profumi della terra. Pigna ci si presenta come una cascata di antiche case riunite "a pigna", attraversate da stretti "chibi" (ripidi viottoli scuri): un grappolo di abitazioni che scende dolcemente lungo un morbido colle, mentre in alto resiste fiera la mole del campanile medioevale. Intorno, boschi di castagni e roveri nella zona in ombra, ulivi nella zona di sole e più in alto pascoli e "bandite". A fondo valle, in località Lago Pigo, una sorgente d'acqua solforosa (con stazione termale ed albergo) per la crenoterapia, con ottimi risultati per la cura della pelle. Nato nell'XI secolo su iniziativa dei conti di Ventimiglia che necessitavano di un avamposto strategico in quella zona, il borgo offre oggi una serie di bellezze storiche ed architettoniche. Citiamo ad esempio la parrocchiale di San Michele, ricostruita nel 1450 e impreziosita dallo stupendo rosone di Giovanni Gagini ma, soprattutto, dal polittico di Giovanni Canavesio. L'opera, che raffigura San Michele e altri santi, risulta l'ultima dipinta dal pittore di Pinerolo. Interessante è anche il ciclo di affreschi dipinti sempre dal Canavesio (1450-1500) all'interno della chiesa di San Bernardo. Infine la loggia di Pigna, sorretta da robuste colonne di pietra nera, testimonia l'importanza che affari, commerci e tributi dovevano avere in tempi ormai lontani. La scelta dei prodotti tipici del luogo spazia notevolmente: anche qui è importante l'attività della produzione dell'olio extravergine di oliva, fiorente in tutti i comuni attraversati. Ad essa si affianca quella della conservazione e confezionamento di pesto, patè di olive e pomodori, olive in salamoia, funghi sott'olio, crema di carciofi e di noci. I dintorni del borgo costituiscono poi un luogo adatto per la produzione del miele, che qui si trova soprattutto nei due tipi di acacia e millefiori. Ma Pigna è nota nella val Nervia e non solo per la sua particolare qualità di fagioli, molto apprezzati anche dai vicini francesi, che ne fanno addirittura incetta per portarli sulle loro tavole: polposi e praticamente privi di buccia, accompagnano felicemente sia piatti elaborati che semplici ricette locali. I ristoranti della zona di Pigna offrono una vasta scelta di piatti tipici: spiccano fra questi in particolare la pesciarada (pasta di patate), i pansaroti (grossi ravioli fritti ripieni di verdure, maggiorana, ricotta e spruzzati di zucchero), quindi lo stoccafisso, proposto più spesso nella ricetta che lo vuole cucinato in umido con le olive. |
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