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BAIARDO
Da Perinaldo si scende lungo la strada per Apricale,
continuando in direzione Baiardo. In una ventina di minuti si arriva al
borgo, seguendo questo percorso spesso tortuoso e reso un poco scomodo
dagli inevitabili tornanti, ma sempre piacevole e interessante per il
bello spettacolo offerto dalla flora circostante: immense distese di ulivi,
colline fittamente coperte da boschi di pini e ancora fasce coltivate
a vigna costituiscono lo scenario predominante per i nostri occhi. Baiardo
sorge su un colle a 900 metri sul livello del mare, in una posizione dominante
sulla val Nervia. Il suo stupendo panorama ci colpisce immediatamente:
la valle verde di castagneti, vigne ed oliveti, i boschi, i prati e la
corona di monti che si stende tutto attorno, dalle cime più alte
delle Alpi Marittime, giù fino al mare, verso la Costa Azzurra.
A Baiardo si produce ottimo olio e si coltivano fronde verdi. Il sottobosco
è ricco di prodotti che fanno la gioia dei golosi: funghi, fragole,
lamponi, mirtilli e nel periodo della caccia lepri, tordi e cinghiali.
Avamposto fortificato importante della contea di Ventimiglia prima e della
Repubblica di Genova poi, Baiardo si compone di due nuclei distinti: il
borgo medioevale, stretto intorno al castello, fu abbandonato dopo il
terremoto del 1887 e ricostruito più in basso. Nella nuova chiesa
parrocchiale di San Nicolò di Bari (costruita nel 1893) è
custodito un polittico con la Madonna e i Santi, firmato da Francesco
da Verzate e datato 1465. Sul sagrato, nel giorno della Pentecoste, si
svolge la Festa della Barca.
L'oratorio seicentesco di San Salvatore è
divenuto negli ultimi anni il luogo di raccolta dei dipinti e degli arredi
sacri provenienti dalle cappelle campestri dei dintorni: bellissimo il
polittico della Trasfigurazione, di Emanuele Macario, qui conservato.
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