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SAN BIAGIO Circondato da vigneti, che producono il celebrato Rossese, da roseti e coltivazioni di ginestre, San Biagio ha derivato il suo secondo nome (necessario per distinguere la località da altre omonime) da un capriccio della natura, la "Cima" della collina di Crovairola, rilievo dirupato che domina da sud il territorio comunale. Alla base del dirupo sul versante settentrionale di Crovairola, nella prima metà del secolo scorso sarebbero stati rinvenuti avanzi di tombe e monete, databili all'epoca romana. Il paese si presenta come un borgo rurale di case in pietra antica, accatastate senza ordine apparente sulla groppa della collina. Il suo particolare impianto "a stella" deriva in realtà dallo sviluppo dei percorsi provenienti da fondovalle, dalla val Nervia, da Vallebona e da Perinaldo, che si incontrano a mezzacosta: il punto d'incontro coincide con la piazza principale del paese, lunga e stretta, in parte ottenuta coprendo il percorso di un torrentello. Sulla piazza si affaccia la chiesa parrocchiale dei Santi Fabiano e Sebastiano, a pianta ellittica, costruita nel 1497 ma completamente rifatta alla fine del Settecento. Alcune facciate del paese sono state ingentilite dai tipici colori delle case liguri, a costituire quasi un'eccezione cromatica; così come risulta eccezionale l'incontro, lungo le stradine interne, con murales inequivocabilmente naif. Il territorio circostante San Biagio è dedito in particolare alla coltivazione della vigna e alla floricoltura. Numerosissimi sono infatti i vigneti, di Rossese e di Massarda, dai quali si ottengono vini particolarmente pregiati: e in effetti, si può avere un'idea dell'importanza di quest'attività anche solo girellando per i vicoli del paese, dalle cui cantine affiorano gli inconfondibili odori del mosto e dell'uva; agli interessati sarà possibile degustare i tipici vini locali e portarsi a casa quasi un profumato "pezzo di Liguria". Il Rossese è ideale per accompagnare con allegria i tradizionali piatti locali: tra i primi spiccano i classici ravioli di magro e le tagliatelle, che sono senz'altro in buona compagnia col ragù di coniglio. Il piatto di carne più tipico è anche qui il coniglio alla ligure, cucinato con tante olive nere, quelle taggiasche, piuttosto piccole ma molto saporite. Il dolce per antonomasia a San Biagio della Cima è poi il dolcissimo canestrello, fatto con una speciale pasta dolce che cotta dà luogo a caratteristiche bozze a cui è dedicata una sagra che si svolge nel mese di luglio. Ma il fascino di San Biagio non risiede solo nella bellezza del borgo o nella genuinità della sua cucina: tutta la zona intorno al paese è stata in realtà trasformata in un bellissimo giardino, dove rose, ginestre e mimose allietano la vista sia all'aperto che nelle serre, dandoci modo di assistere a un esplosione di colori e profumi. In onore alle pregevoli rose di cui il paese è buon produttore, il 9 luglio di ogni anno si celebra la famosa "Festa delle rose", una giornata speciale che culmina con l'elezione della reginetta di bellezza. |
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