A P R I C A L E
 
Superficie: 19,68
Abitanti: 553
Altitudine: da 106 a 1309 metri s. l. m. 
 

Apricale borgo fortificato del XIII secolo, è situato sull’alto di un colle ed è esposto a mezzogiorno: il suo nome infatti deriva dal latino "apricus" che significa soleggiato, mentre un documento datato 1092 del monastero di Lérins lo nomina come "avrigallo".In documenti del XII e XIII secolo è citato come "castrum" diventando possedimento dei conti di Ventimiglia; Oberto Doria acquista il paese che rimarrà per secoli legato alle sorti di questa famiglia.Gli statuti comunali del 1267 tra i più antichi della Liguria, ci aiutano a conoscere la vita dell’organizzazione del comune, le sue leggi e tradizioni.Durante la seconda guerra mondiale le truppe tedesche la occuparono e ci rimasero fino alla fine del conflitto.

Apricale conserva resti di un antico castello distrutto per mano del Vescovo Agostino Grimaldi nel 1523. L’entrata era fiancheggiata da due torri quadrangolari, una delle quali è stata trasformata in campanile e l’altra è stata adibita ad abitazione privata; dal secolo scorso il piazzale del castello è stato trasformato in giardino pensile. Attualmente una piccola parte dell’edificio è occupata dal museo diviso in tre sale "a tema". La prima dedicata alla Contessa di Apricale, la seconda alla storia del paese, e la terza al tenente apricalese del Re Carlo Alberto.

Tra gli edifici religiosi è da segnalare l’Oratorio di S. Bartolomeo con un polittico del 1544 a lui dedicato. Di fronte si trova la parrocchiale della Purificazione di Maria, d’origine tardo-medioevale con affreschi del ‘500 e del ‘600.Risale invece al XIII secolo la chiesa cimiteriale di S. Antonio con affreschi del ‘400.Di particolare importanza religiosa, storica ed artistica è la chiesa di S. Maria degli Angeli che fino al 1600 è stato il principale centro religioso della zona. Nelle campate al suo interno, si trovano affreschi risalenti alla cultura Rinascimentale, quali le figure dei "Padri della Chiesa", "L’Assunta e gli Evangelisti", i "Fatti della Vergine". Sulle pareti della navata sono rappresentati episodi della "Vita di Cristo" (XVIII sec.), e la parte absidale è decorata con "Episodi dell’infanzia di Gesù". Fra le scene affrescate troviamo una replica semplificata di un celebre dipinto di G. B. Paggi "La fuga in Egitto" di cui l’originale si trova nella chiesa di S. Maria degli Angeli a Firenze.

Famosa per essere la più antica del territorio, la chiesa di S. Pietro in Ento risalente al 1230, era considerata dagli abitanti di Apricale il centro morale del paese; è possibile effettuare escursioni naturalistiche per visitarne i ruderi.E’ interessante osservare come i vicoli siano costellati da "murales" dipinti negli anni ’60 e che raffigurano scene della vita paesana.

Tra le manifestazioni da ricordare: la festa patronale dell’8 settembre, e la sagra della "pansarola" la domenica successiva. Inoltre durante l’estate vengono organizzate serate teatrali "a tema", gastronomiche, e tornei di pallone elastico. 

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