ISOLABONA
 
Superficie: 12, 40 kmq
Abitanti: 675
Altitudine: da 80 a 1309 s. l. m.
 
Lasciandoci il mare alle spalle e inoltrandoci nella Val Nervia ci immergiamo in un angolo pittoresco del Ponente ligure, solare, ricco di colori e vario nelle sue caratteristiche paesaggistiche, e incontriamo il piccolo borgo fortificato di Isolabona.Il nome deriva dal latino "Insula bona", insula significava accumulo di detriti alluvionali o isola e bona si riferisce alla cordialità degli abitanti.Il paese è situato alla confluenza del Nervia con un altro fiume e per accedervi si attraversa il ponte di origine medievale, costruito con un ‘ unica arcata e con sedili in pietra ricavati nei parapetti.Poco più in là , passata la porta, si trova una fontana del 1486 a forma ottagonale. Proseguendo nei caratteristici viottoli accompagnati dal profumo dei gerani che debordano dai balconcini , giungiamo alla piazza dove si trova la chiesa Parrocchiale dedicata a S. Maria Maddalena, la quale è il rifacimento settecentesco di un edificio tardo medievale , di cui restano un paio di colonne reimpiegate nei sostegni della cantoria.Passati oltre la Parrocchiale e l’Oratorio giungiamo al castello costruito a scopo di fortino di protezione della valle e non a scopo di abitazione dai Marchesi Doria, essi divennero signori del luogo nel 1277, in seguito intorno al ‘500 il borgo passò sotto il dominio del Grimaldi di Monaco e nel 1625 fu eletto a Marchesato. La fortezza acquista importanza sotto l’aspetto storico architettonico perché si è conservata in massima parte tale e quale fu costruita nel XIII e XIV secolo, benché non sia mai stata terminata con tutti i suoi apparati difensivi tipici dell’epoca.La struttura, in pietra arenaria del luogo, si presenta esagonale con feritoie lunghe e strette, e si trova in posizione dominante rispetto al tessuto urbano.

Il borgo possedeva anche altre costruzioni fortificate, formate dalle stesse case disposte a "cortina" a scopo militare.A pochi passi dal centro storico, sulla strada provinciale si può visitare il Santuario di Nostra Signora delle Grazie, edificio tardo medievale preceduto da un settecentesco pronao. L’interno ad un’unica navata è coperto da volte a crociera , vi è un affresco che rappresenta "L’albero di Iesse" e recentemente è stato portato alla luce un affresco quattrocentesco che raffigura la Madonna in trono.

Tra le manifestazioni ricordiamo la festa patronale di Santa Maria Maddalena il 22 luglio con sagra campestre mentre in giugno viene organizzata la sagra dell’anguilla.E’ caratteristica infatti la pesca di questo pesce, anche se la varietà e la quantità di pesci è limitata.

Dal 23 al 27 luglio ogni anno nella sala del castello ha luogo il Festival Internazionale delle arpe con la presenza di artisti da tutto il mondo.A fine luglio si svolge nella piazza principale del paese un torneo di balun o pallone elastico sport tradizionale dei nostri luoghi.Nei ristoranti della zona si possono gustare piatti tipici della cucina isolese come i menieti che si preparano con farina bagnata, fregata tra le mani e lasciata cadere in acqua bollente, ottenendo così una specie di pappa molle a grumi, assai nutriente, una variante erano i menieti dusi che si ottenevano usando farina di castagne. Ci sono poi i beroudi sanguinacci di maiale, il fugassun una specie di torta pasqualina; il famoso stoccafisso cucinato alla frantoiana, la coda ripiena, il brandacugliun e le cubaite, dolci di ostia ripiene di miele e nocciole.

Da Isolabona si possono effettuare interessanti escursioni alla vicina Apricale o a Dolceacqua. 

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