| Superficie: 13,84 kmq |
| Abitanti: 288 |
| Altitudine: da 100 a 1328 s. l. m. |
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Olivetta San Michele, antico e caratteristico comune, è situato su un’altura sovrastante il torrente Bevera. L’attuale nome deriva dall’unione dei due centri maggiori: San Michele, per un periodo sede comunale, ed Olivetta, borgo principale di un agglomerato di siti più piccoli, controllati dal castello di Penna. Questa fortezza costruita dai conti di Ventimiglia, in posizione strategica, è passata poi a Genova che la trasforma in baluardo contro il dominio sabaudo. Nel 1814 il territorio entra a far parte del Regno Sardo e successivamente, nel 1861, nel Regno d’Italia; un anno più tardi, il 26 ottobre, con decreto reale n. 942 il nome di Penna è trasformato in Piena; il 16 marzo del 1890 con decreto reale 6700 diventa Olivetta San Michele. Con la fine del secondo conflitto mondiale, i confini tra l’Italia e la Francia sono modificati e Olivetta perde le frazioni di Piena e Libri.
Con il nome Olivetta, plurale latino di "olivetum", la popolazione indicava la località ricca di uliveti. Il termine dialettale di "Pirun" (dal latino "pila – pilone"), deriva dal pilone indicatore della svolta della strada, con un’edicola votiva dedicata a Sant’Antonio.
Il borgo più antico è quello di Bossarè, posto a picco sul torrente, con al centro la suggestiva chiesa dell’Immacolata Concezione che sorge tra cipressi e ulivi; nel primo ventennio del XVII secolo alcune famiglie si trasferiscono verso le proprietà situate in località Torre, costruito in forma arroccata a guardia della strada che risale il torrente verso il paese francese di Sospel; il vecchio mulino, di cui restano alcune macine e il frantoio, utilizzato sino alla metà del secolo scorso, permettono di rivivere la quotidianità del passato; solo agli inizi del 1700 la popolazione si trasferisce verso il "Pilon o Pirun", dove già esisteva un oratorio, trasformato successivamente nell’attuale chiesa di Sant’Antonio da Padova. L’edificio, che ha subito pesanti bombardamenti nel 1944, è stato ricostruito e affrescato dal pittore contemporaneo Raimondo Barbadirame.
La festa patronale del 13 giugno, con il santo portato in processione per tutto il paese, è una delle manifestazioni più importanti.Di gran richiamo è la festa che si svolge la prima domenica di settembre a Bossarè.
Altra frazione di Olivetta è Fanghetto, comunità sorta alla metà del XVIII secolo, per volontà di alcuni airolesi, al confine tra le comunità di Penna e Airole; contemporanea è la costruzione dell’oratorio campestre trasformato nel 1820 in chiesa, dedicata agli Angeli Custodi; al suo interno si trovano due pregiate tele settecentesche; la seconda domenica dopo Pasqua, si svolge la festa del paese.
Di particolare importanza è il dialetto formato su una base ligure estremamente arcaica, con la sovrapposizione di un lessico occitanico altrettanto arcaico, influenzato dal piemontese.