P I G N A
 
Superficie: 53,70
Abitanti: 1.055
Altitudine: da 156 a 2.038 s. l. m. 
 

Sviluppato a gironi concentrici, Pigna è uno tra i più significativi borghi medioevali. Diverse sono le ipotesi sull’origine del nome, ricordiamo il termine latino Pinnia che significa cima di una penna e per estensione quindi, villaggio costruito sulla cima di pendio, ma l’etimologia popolare alla fine del XVI secolo vuole farlo risalire dal latino Pinea (Pigna) per la sua distribuzione a cerchi concentrici delle vie che si chiudono dal basso verso l’alto attorno all Colla. (Kola, punto più alto).Il primo insediamento risale al X secolo nella zona dove attualmente si trovano oltre ai resti della chiesa di San Tommaso, considerata la più ampia elle chiese romaniche della vallata, i resti del palazzo di Giustizia dell’ Argeleo e di fronte il luogo dove venivano impiccati i condannati a morte.Dai Conti di Ventimiglia, Pigna passò nel 1258 ai Conti di Angiò e nel 1388 sotto il dominio del Duca Amedeo VII di Savoia. Cadde per un lustro sotto la potenza genovese per tornare con la casata piemontese nel 1633 fino alla costituzione del Regno d’Italia.

Il centro storico è dominato dalla chiesa di San Michele costruita nel 1200 e rifatta nel XV secolo. La facciata in pietra nera, caratterizzata dalla statua di San Michele che uccide il demonio, è impreziosita dal rosone di marmo bianco costituito da dodici colonnine raffiguranti gli Apostoli che convergono al centro dove c’è il vessillo dell’Agnus Dei. All’interno è conservato il polittico del Canavesio dipinto nel 1500. A fianco della chiesa si innalza per 56 metri di altezza il campanile con cuspide in pietra squadrata che costituisce il baricentro del paese. Accanto sorge l’oratorio di Sant’Antonio dalla facciata in stile barocco. La chiesa era in comunicazione con il castello attraverso una loggia costituita da colonne in pietra nera su cui poggiano le volte a crociera dove un tempo venivano effettuati scambi commerciali. A fianco del locale cimitero si trova la chiesa romanica di San Bernardino conosciuta per gli affreschi del Giudizio Universale di Giovanni Canavesio datati 1482. Dopo aver percorso un sentiero segnato da 15 cappellette che ricordano i misteri della Passione, si giunge al santuario della Madonna del Passoscio dove la devozione popolare è testimoniata dai numerosi ex voto. All’interno si trovano il dipinto della Deposizione del Botta e una copia dell’Annunciazione di Carlo Maratta il cui originale si conserva, dopo essere stato rubato e ritrovato, in luogo più sicuro.

A Pigna il museo è nato per iniziativa di un gruppo di pignaschi che, per salvaguardare la civiltà contadina, hanno partecipato all’allestimento numerosi oggetti appartenuti ai propri avi.Ai piedi del monte Toraggio sorge la frazione di Buggio, tipico centro rurale montano con case in pietra e piccoli orti. Degna di nota è la piazza, divisa in due da un vicolo che vi accede e congiunta da un cavalcavia in pietra. Qui si prospettano la parrocchiale di San Giovanni Battista e l’adiacente Oratorio di Sant’Andrea entrambi di aspetto barocco. 

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