| Altitudine 57 – 450 slm |
| Abitanti 1084 |
| Superficie 4,60 km. |
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Circondato dalle serre che risalgono la collina, da vigneti pregiati, roseti e ginestre, al centro della Valle Crosia si trova il borgo medievale di San Biagio della Cima.Il nome antico era San Giàxu, poi nel 1487 diventò Sancto Blasio, in seguito fu aggiunto un riferimento alla parete precipita del Monte di Santa Croce dando origine al nome attuale.Le origini del paese sembra risalgano al periodo romano, poi passò sotto il dominio dei Conti di Ventimiglia sino al 1686; entrò quindi a far parte della "Magnifica Comunità degli Otto Luoghi" e continuò a fiorire fino alla conquista di Napoleone, passò poi ai Savoia e raggiunse l’indipendenza solo dopo la seconda guerra mondiale.Arrivati nel borgo, prendiamo una stradina punteggiata da moderni affreschi che ci porta alla piazza: qui si affaccia la chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Fabiano, Sebastiano e Biagio risalente al 1497 ma completamente rifatta nel 1777 da Andrea Notari, all’interno si trova una statua lignea di San Sebastiano della seconda metà del XVIII secolo.Sulla facciata di una casa sul lato destro della piazza, una lapide è dedicata all’abate Luigi Biamonti (1762- 1824), poeta e letterato sanbiagino, il quale trascorse la propria vita a Firenze e Milano, dove morì; fu una figura di secondo piano nel panorama della letteratura italiana del suo tempo, Biamonti fu in contatto con personalità come Ugo Foscolo e Vincenzo Monti.Di fronte alla parrocchiale c’è la Loggia Municipale a sedili, fiancheggiata da una grande fontana con vasca e canalette in pietra; a destra si segue il vicolo fino all’Oratorio dell’Assunta di origine tardo medievale; proseguendo sino al termine della via, si può ammirare l’ottocentesca facciata dipinta di una casa, una delle poche rimaste originali.
Fino al ‘900 San Biagio della Cima mantenne la sua caratteristica di villa agricola (produttrice di ottimo vino Rossese) anche se gli abitanti integrarono la produzione con la floricoltura, oggi si afferma anche come ridente località valliva (dalla buona gastronomia) allietata da manifestazioni folkloristiche e artistiche. Passando da queste parti in luglio possiamo intrattenerci con il concorso nazionale di pittura "La rosa d’oro", il cui primo premio è appunto una rosa d’oro; si svolge anche la festa di S. Biagio il 3 febbraio e quella di San Sebastiano il 20 gennaio; il 22 agosto c’è invece la sagra di S. Sinforiano con la distribuzione di canestrelli, tipico dolce di produzione locale.