SEBORGA
 
Altitudine : da 175 a 920 s.l.m
Estensione : 348 kmq
Abitanti : 348
 
Adagiata su un colle tra rio Sasso e rio Battagli , protetta alle spalle dal Monte Caggio , l’antica Burgum Sepulchri , grazie a questa sua posizione privilegiata è una finestra panoramica sul Mar Ligure e sulla costa francese. Il paesaggio è gradevole tra fasce gerbide, colture di mimose e ginestre e radi uliveti.Il suo nome deriva da una trasformazione più antica che alternava una grafia letteraria Sepulchrun ad una pronuncia volgare Suburcaru (1250), evolutasi in Seburcaru e quindi in Seburca (1394), che concorda con la dizione locale "u Seburca".

Resta ignoto a quale epoca risalga la primitiva denominazione e di quale sepolcro si tratti: forse qui venivano sepolti, durante le scorrerie saracene, i conti di Ventimiglia. E nel 954 il conte Guido prima di partire per una crociata contro questi saccheggiatori dona all’abbazia di Sant’Onorato la chiesa di San Michele(Ventimiglia) e il suo insediamento agricolo di Seborga. Rappresentante dell’abate destinato ad amministrare la giustizia era un podestà scelto tra le famiglie nobili di Ventimiglia. Col passare dei secoli la continua eseguità delle rendite di questo luogo indussero gli abati ad aprire una Zecca e il 24 Dicembre 1666 Cesare Barcillon concede a Bernarino Bareste di Mougins sino al 1671 l’appalto per la coniazione di monete d’oro e d’argento con l’effigie di San Benedetto e lo stemma del monastero. Nel 1686 l’abate di Lerino conclude un nuovo contratto con un certo Abriel di Nimes, che fu però subito cacciato con un decreto del Consiglio di Stato di Francia poiché questo "zecchiere" non professava il culto cattolico e la stessa Zecca venne chiusa definitivamente. Nel 1727 con un’offerta di 175.000 lire ai monaci di Lerino e 15.000 lire all’abbazia di Montmajour Seborga viene ceduta ai Savoia.

Testimonianza di questo singolare passato è il Palazzo dei monaci , costruzione in pietra a vista che si affaccia sulla piazza della chiesa, usato quale residenza quando si trovavano a Seborga: in una sala si conserva un camino con una lastra d’ardesia che riporta una frase in ricordo alla sfortunata coniazione delle monete. Ai piani inferiori si trovava invece la Zecca.La chiesa costruita nel Seicento fu eretta a parrocchia nel 1749. Fu restaurata più volte, l’ultima nel 1928 e in quell’occasione vennero affrescate sulla facciata le immagini del Cristo Redentore e dell’Arcangelo San Michele: sul timpano è visibile l’affresco di San Martino .Al suo interno, in una nicchia dietro l’altare maggiore una scultura lignea raffigura la Madonna Regina, che tiene in grembo il Bimbo, anch’egli re del Mondo , la cui tipologia rimanda ad esempi di scultura borgognona del XV sec. ed estranea a quanto si conosce dell’analoga produzione fra Liguria occidentale, Basso Piemonte e nizzardo.Di particolare interesse è l’oratorio trecentesco di San Bernardo costruito basandosi sulle chiusure e sui multipli della metrica cistercense. All’interno alle spalle dell’altare vi è una riproduzione di una tela con San Rocco, Santa Lucia , San Bernardo, San Mauro che circondano la Madonna col Bambino.

San Martino di Tours e San Bernardo, patroni di Seborga, vengono festeggiati rispettivamente l’11 novembre e il 20 agosto.

Piatto tipico è il coniglio alla seborghina e il "ciappun" dolce a forma di cavallo. 

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